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Estrazione dente del giudizio incluso: complicanze post-operatorie


Estrazione dente del giudizio incluso: complicanze post-operatorie Le problematiche più comuni che potranno manifestarsi nelle ore successive comprendono edema, dolore più o meno intenso e sanguinamento di media entità; nella maggior parte dei casi, tutte condizioni trattabili farmacologicamente.

Una complicazione maggiormente impegnativa del postoperatorio è il trisma, ossia l’aumentata difficoltà, se non l’impossibilità, di aprire la bocca. Si presenta con una frequenza bassa, ma degna di nota e, in tali casi, il paziente dovrebbe immediatamente rivolgersi al dentista che ha eseguito l’estrazione, il quale solitamente prescriverà un miorilassante e illustrerà degli esercizi di ginnastica masticatoria da svolgere a domicilio.

Le ulteriori complicanze, di gravità maggiore, sono il più delle volte connesse con l’andamento dell’intervento. Più questo è stato indaginoso, più seri saranno i problemi che ne potranno seguire. Esiste anche un certo grado di proporzionalità fra incidenza e severità delle complicanze ed età del soggetto.

Nelle zone cutanee e sottocutanee circostanti al sito chirurgico non è infrequente il presentarsi di ematomi, soggetti anche al rischio di infezione.

Un’altra complicanza possibile è costituita dall’alveolite secca, ossia l’infiammazione – a base non direttamente batterica – dell’alveolo postestrattivo, che non a caso ha un’incidenza maggiore nella regione molare dell’arcata inferiore. Si potrà prevenire dedicando la giusta attenzione alla fase già citata di revisione dell’alveolo.

Una considerazione a parte meritano le complicanze maggiori: il quadro più temuto è, naturalmente, il traumatismo a danno del nervo alveolare inferiore o del nervo linguale; qualsiasi forma, anche apparentemente lieve e reversibile, di alterazione della sensibilità dev’essere attentamente monitorata.

Un’evenienza estremamente rara, ma degna di nota in ragione della sua gravità, è la frattura patologica dell’angolo mandibolare. Un’ostectomia particolarmente ampia, soprattutto nell’ambito dell’osso rarefatto di un individuo anziano può predisporre a questa sequela traumatica, che dev’essere riconosciuta e trattata; questa seconda fase compete normalmente allo specialista ortopedico o maxillo-facciale.

In conclusione, studi hanno individuato nei 4-7 giorni successivi alla chirurgia la fase più delicata del decorso postoperatorio, essendo anche la più dolorosa per il paziente. Nel complesso, comunque, la chirurgia degli ottavi va a migliorare la qualità di vita del soggetto, soprattutto nel momento in cui pone fine a condizioni algiche e infiammatorie recidivanti, come ad esempio le pericoroniti.

 

 

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